Mostra architettura

Hakka Earthen Houses on variation-Co-operative Living, Art and Migration Architecture in China

L’immigrazione è diventata un problema culturale e politico comune in tutto il mondo e i conflitti, i giochi e l’integrazione fra tradizioni etniche e ambienti migratori costituiscono oggi le sfide e i prerequisiti necessari allo sviluppo del multiculturalismo. Le case circolari cinesi degli Hakka e i loro insediamenti possono fornire un’ispirazione per la soluzione di questo problema. Questa esposizione esamina la possibilità di un’interazione positiva fra le persone che si sono stabilite in diverse aree, attraverso la creazione di edifici, l’organizzazione della comunità, la ricostruzione dello spazio, e insieme alla ricerca e alla riflessione sulla storia della sofferenza.

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La mostra curata da Wang Lin e Angelo Maggi (IUAV) si basa sullo stile di vita tradizionale all’interno dei complessi Tulou. Queste abitazioni contadine a corte, case-fortezza dal design unico, sono originarie della contea di Longnan in Cina, nella provincia dello Jiangxi, conosciuta come la "terra natale delle Case di Fango cinesi” dove ancora oggi si trova il maggior numero di esempi.Le case circolari cinesi degli Hakka e i loro insediamenti possono fornire un’ispirazione per la soluzione di questo problema. Questa esposizione esamina la possibilità di un’interazione positiva fra le persone che si sono stabilite in diverse aree, attraverso la creazione di edifici, l’organizzazione della comunità, la ricostruzione dello spazio, e insieme alla ricerca e alla riflessione sulla storia della sofferenza.

L’allestimento disegnato dallo studio andreanalesso e raccontato dalle immagini di Nicola Patron, si concentra sul termine "migrazione" come un processo transitorio e creativo che diventa una metafora per l'esposizione. Per questo motivo il visitatore viene accolto in uno spazio effimero, fatto di strati sospesi di veli, che alludono al sistema di costruzione delle case Hakka: i confini murati, le logge interne e il cortile centrale. Le diverse altezze degli elementi dinamici e fluttuanti definiscono il perimetro del complesso architettonico e regalano una percezione spaziale mutevole.

L’allestimento disegnato dallo studio andreanalesso e raccontato dalle immagini di Nicola Patron, si concentra sul termine "migrazione" come un processo transitorio e creativo che diventa una metafora per l'esposizione. Per questo motivo il visitatore viene accolto in uno spazio effimero, fatto di strati sospesi di veli, che alludono al sistema di costruzione delle case Hakka: i confini murati, le logge interne e il cortile centrale. Le diverse altezze degli elementi dinamici e fluttuanti definiscono il perimetro del complesso architettonico e regalano una percezione spaziale mutevole.

Grazie allo spazio di transizione i visitatori vengono accompagnati dall’ambiente esterno leggero e luminoso a un'area interna e chiusa dove si possono sperimentare le opere architettoniche/artistiche disposte senza gerarchia apparente. L’arte cinese ci permette di approfondire questa tipologia di co-housing autosufficiente per capire meglio “un modello sociale fondato sul senso di comunità generato dalle stesse unità abitative senza alcuna distinzione di rango,” come spiegano i curatori. Anche per la 17a edizione della Biennale di Architettura Forte Marghera si sta confermando una meta molto stimolante da non perdere durante la visita della Biennale di Venezia.

Grazie allo spazio di transizione i visitatori vengono accompagnati dall’ambiente esterno leggero e luminoso a un'area interna e chiusa dove si possono sperimentare le opere architettoniche/artistiche disposte senza gerarchia apparente. L’arte cinese ci permette di approfondire questa tipologia di co-housing autosufficiente per capire meglio “un modello sociale fondato sul senso di comunità generato dalle stesse unità abitative senza alcuna distinzione di rango,” come spiegano i curatori. Anche per la 17a edizione della Biennale di Architettura Forte Marghera si sta confermando una meta molto stimolante da non perdere durante la visita della Biennale di Venezia.

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